Aggregatore di feed
EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea
BellaQueer Perugia presenta:
“EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea”
L’arte di Rita Maralla ha la forza di saperti portare dentro Atene, nei suoi luoghi più intimi e quotidiani. Grazie ai suoi occhi anche Atene diventa una donna nuda che si guarda allo specchio; una donna che non si arrende a nessuna Austerità ma che sceglie di non smettere mai di lottare.
Venerdì 24 maggio 2013
ore 19,00
apericena e dj-set
presso Circolo Arci Island Strada vicinale del Bellocchio, Madonna Alta Perugia
Sabato 25 maggio la mostra sarà visitabile dalle 15,00 alle 22,00. Dalle 19 sarà proiettato “Into the Fire – The Hidden Victims of Austerity in Greece”, video sulle interconnessioni tra crisi, situazione dei migranti e potere di alba dorata.
Ingresso gratuito
evento FB https://www.facebook.com/events/118924364979287/?notif_t=plan_edited
****
Il progetto – “EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea” – prende forma nell’Ottobre 2012 a cominciare dalla mia permanenza in Grecia. Motivo della partenza è la partecipazione al progetto “Arte, genere e spazio pubblico” che l’associazione italiana “Betty&Books” propone all’interno del programma di Servizio Volontario Europeo.
“EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea” si presenta come un’installazione composta da tre sezioni differenti, generate in maniera autonoma nel corso del tempo ma aventi richiami reciproci. Punto di partenza comune è la dimensione della strada: l’esplorazione della città, la documentazione fotografica di specifici soggetti presenti sui muri, l’utilizzo del video come strumento di memoria di ambienti ed incontri.
CORPI?
“Corpi?” è un progetto di documentazione e reinterpretazione che prevede l’utilizzo della fotografia per arrivare alla creazione di collage. Tema costante della ricerca è l’analisi della rappresentazione del corpo femminile sui muri del centro di Atene: stencil, graffiti, dipinti sono ciò da cui parto per creare i miei lavori. Immagini di donne che richiamano a significati differenti confluiscono successivamente nei collage, provocando così punti di vista prima inesistenti.
RESTI
“Resti” è un’esposizione di 32 fotografie aventi come soggetto dettagli di vecchi manifesti strappati. Scopo del lavoro è documentare il passare del tempo: strappi, buchi e sovrapposizioni grafiche sono il risultato di un processo capace di distruggere e creare nuovi significati allo stesso tempo.
SMARRIMENTO \\ AVVICINAMENTO
“Smarrimento \\ Avvicinamento” è un breve documentario effettuato a partire dal Dicembre 2012 tra le strade di Atene. Scopo del video è quello di proporre un viaggio attraverso luoghi, persone, ambienti che ho attraversato più o meno consapevolmente. Il fine è quello di effettuare una riflessione visuale rispetto al processo di conoscenza che avviene nel momento in cui ci si inserisce in un contesto urbano sconosciuto.
Rita Maralla -“Non proprio la Stessa e non proprio l’Altro, lei si colloca in quell’indeterminato luogo liminale dove vaga sempre tra il dentro ed il fuori…”
Appassionata di arte visiva, sperimento nel corso degli anni differenti tecniche di espressione artistica: pittura, fotografia, collage, ripresa e montaggio video. Contemporaneamente a questo percorso di ricerca, intraprendo un corso di studi in “Scienze etno-antropologiche” presso l’Università di Bologna. Mi immergo così nel vasto mondo dell’antropologia visuale, da cui traggo stimoli e riflessioni differenti e contrastanti. Terminata l’università frequento a Milano un corso biennale di regia e montaggio video presso il “Centro Sperimentale di Cinematografia”.
La lettura del saggio “Identità mutanti. Dalla piega alla piaga: esseri delle contaminazioni contemporanee” di FAM, contribuisce in maniera determinante ad utilizzare l’arte come strumento di riflessione, espressione e decostruzione di concetti chiavi quali: corpo, identità, genere, sessualità.
L’antisessimo È antifascismo
Perché È fascista ogni tentativo del potere di piegare i nostri corpi dentro costruite definizioni di normalità. SONO FASCISTE le regole che stabiliscono quali vite sono degne e produttive e quali sbagliate e superflue.
Vogliamo liberare le nostre esistenze dalla violenza di ogni normalizzazione, consapevoli che dietro il concetto di NATURA si nasconde una volontà di controllo, volta a renderci più governabili e disciplinati.
Perché È fascista ogni dicotomia identitaria: uomo/donna, bianco/nero, moglie/puttana, macho/frocio.
Urliamo con forza che i nostri corpi non sono definibili né rappresentabili da nessun modello omologante; vogliamo far esplodere ogni dualismo attraverso la potenza dei nostri desideri: siamo sovversivamente tutt* frocie e puttani.
Perché fascista È l’ossessione del controllo, fascista È l’uso di polizia e telecamere per il mantenimento di un ordine che fa sentire sicuro solo questo sistema di potere.
Vogliamo città aperte, fatte di socialità demercificata e liberate dai confini, simbolici o fisici che siano.
Rispondiamo al loro governo della paura con la dirompenza delle nostre scelte e la radicalità dei nostri sogni.
Non ci stancheremo mai di lottare per riprenderci le nostre città, per essere liber* di attraversarle e viverle COME E QUANDO vogliamo.
Ci sentiremo sicur* quando ci libereremo dal ricatto sistemico che strozza le nostre vite. SICUREZZA PER NOI SIGNIFICA: DIRITTO AL REDDITO, ALLA CASA E ACCESSO AI SAPERI PER TUTTE E TUTTI.
PER QUESTO NON ESISTE ANTIFASCISMO SENZA ANTISESSIMO.
PERCHÉ ABBATTERE IL GENERE È IL PRIMO PASSO VERSO LA RIVOLUZIONE ( E NON SI TORNA INDIETRO).
Buon 25 aprile a tutt*
BellaQueer!
BellaQueer aprile-maggio 2013_CINEFORUM e QUEEREVOLUTION
BellaQueer Perugia presenta
Cineforum Queer 2013
Seconda stagione aprile-maggio
Giovedì 18 aprile 2013
The Rocky Horror Picture Show
di Jim Sharman (UK, USA 1975)
Giovedì 2 maggio 2013
Velvet Goldmine
di Todd Haynes (UK, USA 1998)
Ore 20 aperitivo
Ore 21 proiezione
Consulta immigrati
Via Imbriani 2
Centro storico
Perugia
Ingresso gratuito
Evento FB https://www.facebook.com/events/123693514492378/
********
Giovedì 25 aprile 2013
QueeRevolution
Live music
Show
Dj set
Open stage
Freezone area
Una serata di liberazione da stereotipi e machismo rivoluzionando l’identità di genere…perché se non de-generiamo non è la nostra rivoluzione!
Dalle ore 22
LOOP
Via Cartolari 26
Perugia
Ingresso gratuito
Evento FB https://www.facebook.com/events/118507841679916/
Com’è morto Aldo Bianzino?
I familiari e il Comitato “Verità per Aldo alla luce dei nuovi riscontri emersi nel recente processo per omissione di soccorso, omissione di atti di ufficio e falso in atto pubblico alla guardia carceraria Gianluca Cantoro in servizio presso la Casa circondariale di Capanne (Perugia), in cui morì Aldo Bianzino il 14 ottobre del del 2007
CHIEDONO:
venerdi 1 giugno alle ore 12 al teatro Valle di Roma
(via del Teatro Valle 23/A)
La riapertura del procedimento penale per il reato di omicidio, archiviato il 16 dicembre 2009.
Saranno presenti:
Il padre Giuseppe e i figli Elia e Rudra Bianzino;
Il comitato “Verita’ per Aldo”;
La moglie di Aldo Bianzino: Gioia Toniolo;
Gli avvocati di parte civile;
Gli onorevoli Walter Verini e Rita Bernardini
Allegati: Dossier , osservazioni critiche sulla relazione di consulenza tecnica; relazione di consulenza tecnica:
Respinto ricorso “caso Marcello Lonzi”, morto in carcere per infarto con 8 costole rotte e due buchi in testa!
La vergogna si è definitivamente consumata … molti ricorderanno la vicenda di Marcello Lonzi, il ragazzo morto l’11 luglio 2003 nel carcere Le Sughere a Livorno, dopo aver scontato appena quattro dei nove mesi di reclusione per una condanna per tentato furto … le cause del decesso furono attribuite ad una “aritmia cardiaca“, insomma un infarto, ma dopo anni di lotte, nel 2006 venne riesumata la salma e dagli ulteriori accertamenti si scoprì che Marcello aveva ben 8 costole rotte, 2 buchi in testa e un polso fratturato.
Nel frattempo la vicenda va avanti ma inspiegabilmente, nel 2010, viene archiviato il “caso Lonzi” tra l’incredulità della mamma, Maria Ciuffi, e dei suoi legali … oggi arriva l’ultima triste “novità”, respinto il ricorso presentato dalla mamma di Marcello, decisione che come precisa la stessa Corte è “irrevocabile” e mette definitivamente la parole “fine” sull’ennesimo OMICIDIO DI STATO … questa è la giustizia Italiana!
La Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo ha “dichiarato irricevibile il ricorso” presentato da Maria Ciuffi, la madre di Marcello Lonzi, il detenuto morto in carcere a Livorno l’11 luglio 2003.
Lo ha reso noto la donna che ieri a Pisa ha partecipato al corteo degli anarchici in ricordo di Franco Serantini, lo studente sardo ucciso 40 anni fa in seguito a un pestaggio subito dalla polizia.
“Mi fido più degli anarchici che dei giudici”, ha detto Maria Ciuffi ricordando che suo figlio, che secondo la giustizia italiana è morto in cella a causa di un malore, “subì violente percosse in carcere al punto da provocarne il decesso”.(Il Tirreno)
Ecco come è stato ritrovato Marcello il giorno del suo decesso … aritmia cardiaca eh ….?
Tratto da: Respinto ricorso “caso Marcello Lonzi”, morto in carcere per infarto con 8 costole rotte e due buchi in testa! | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/05/15/respinto-ricorso-caso-marcello-lonzi-morto-in-carcere-per-infarto-con-8-costole-rotte-e-due-buchi-in-testa/#ixzz1vdaDyQ00
Il caso Bianzino non è chiuso
Venerdi 13 aprile, il mensile Terra pubblica un articolo (firmato dal direttore Emanuele Giordana) in cui svela un particolare non trascurabile: la foto della malformazione vascolare aneurismatica origine del sanguinamento(pag.20), non è del cervello di Aldo Bianzino. (qui puoi scaricare l’articolo di terra)
Dopo la morte di Aldo,(qui puoi trovare un dossier con i fatti più importanti) il Pm Petrazzini incarica il Dott. Luca Lalli (a cui si affiancherà in un secondo momento la Dot.ssa Anna Aprile) a redigere una consulenza tecnica medico legale sulle cause della morte di Bianzino Aldo. La relazione Lalli/Aprile si compone di 24 pagine e percorre l’intera vicenda concludendo con l’affermazione che Aldo è morto di cause naturali.
Le conclusioni a cui sono giunti i consulenti del Pubblico ministero sono state alla base dell’archiviazione del procedimento per omicidio colposo, (dicembre 2009) che sembrava chiudere definitivamente il caso Bianzino. Morto per cause naturali, morto a seguito di un Emorragia Sub-Aracnoidea (ESA) dovuta ad un aneurisma.
Mentre il processo per omicidio colposo viene archiviato, si apre un nuovo procedimento; quello per omissione di soccorso a carico di Gianluca Cantoro (la guardia carceraria di turno la notte in cui Aldo perse la vita, condannata 1anno e mezzo con pena sospesa). Durante il dibattimento è emersa un importante novità: l’aneurisma non è mai stato trovato dai medici legali. (qui il report dell’udienza del 16/01).
Il processo per omissione di soccorso si è concluso a Febbraio, la sentenza ha lasciato con l’amaro in bocca i figli di Aldo, ha lasciato dubbi e perplessità.
La lotta per la verità non si ferma, è necessario riaprire il caso Bianzino.
La lotta per la verità non si ferma: Verità per Aldo e per tutte le morti di Stato.
Sul nuovo numero di Terra, in edicola da venerdì, un’inchiesta del mensile racconta di nuovi particolari emersi nella vicenda di Aldo Bianzino, il falegname di Pietralunga che per la procura di Perugia, che archiviò l’ipotesi di omicidio, morì per cause naturali nella prigione di Capanne nel 2007. Il giornale rivela che nelle udienze tenutesi per giudicare la guardia carceraria Gianluca Cantoro, ritenuto responsabile di omissione di soccorso, falso e omissione di atti d’ufficio e condannato a marzo a un anno e mezzo con pena sospesa, sono emerse almeno tre rilevanti evidenze che sostengono la tesi dei famigliari, secondo cui, come hanno detto al giornale, il caso andrebbe riaperto.
Il primo e più rilevante riguarda l’aneurisma cerebrale di cui Bianzino sarebbe morto. Tutta l’ipotesi dell’archiviazione si basava sull’esistenza di un aneurisma che venne documentato dai consulenti del pm Anna Aprile e Luca Lalli in una minuta documentazione del 2008, nella quale furono mostrate le parti smembrate del cervello di Bianzino e un’altra immagine di sezione di un cervello con, cerchiata in rosso, la «“malformazione” vascolare aneurismatica origine del sanguinamento» (come riportato nella didascalia). Ma recentemente, durante un’udienza, la dottoressa Aprile ha spiegato ai magistrati che i medici legali non avevano «…riscontrato l’aneurisma, ma abbiamo riscontrato dei vasi con delle caratteristiche alterate, che ben si correlano con l’ipotesi di una rottura, diciamo, spontanea».
Insomma quella immagine cerchiata in rosso era nulla più che letteratura medica. Il mensile, per la prima volta, mostra le due fotografie inedite del cervello di Bianzano indicando quale delle due si riferisce in realtà a materiale d’archivio. Il mensile aggiunge poi due altri fatti rilevanti e non tenuti evidentemente in troppo conto ma che ora acquistano una nuova valenza: le rilevazioni mediche accertarono attorno al fegato di Aldo – che appariva “strappato” dalla sua sede naturale – 280 cl di sangue, un terzo di litro, fuoriuscita dovuta – si disse – alla pressione esercitata durante la rianimazione cardiaca. Ma allora Bianzino era già morto e la rianimazione fu eseguita da personale medico professionista.
Non vi è inoltre di quell’intervento sul suo corpo durato almeno venti minuti, nemmeno un fotogramma dal circuito televisivo interno del carcere”
Quanto riportato da Terra rende ancora più inquietante la vicenda di Aldo Bianzino. Nel corso del processo che vedeva imputata la guardia carceraria di turno la notte che Aldo perse la vita siamo venuti a sapere che non era scontata la causa di morte.
I medici legali, sia quelli di parte che quelli del pubblico ministero Giuseppe Petrazzini, erano concordi nell’affermare che non è mai stato riscontrato l’aneurisma causa di morte. Questo fatto non è trascurabile. L’affermazione che Aldo morì a causa di un aneurisma asintomatico e latente fu determinante nell’archiviazione del procedimento per omicidio colposo a carico di ignoti.
Come comitato “Verita per Aldo” non abbiamo mai creduto che Aldo sia morto per cause naturali, la sentenza del tribunale che certifica l’omissione di soccorso per noi non è sufficiente.
Vogliamo sapere com’è morto Aldo Bianzino, vogliamo sapere perché sono state spese tante energie per depistare gli inquirenti.
La lotta per la verità non si arresta.
Zitti mai! Invito pubblico al presidio per Aldo Bianzino
Lunedi 27 alle ore 9:00 si terrà una conferenza stampa del Comitato verità e gistizia per Aldo Bianzino, di fronte al tribunale vecchio di Perugia( piazza Matteotti). Alla conferenza saranno presenti Patrizia Moretti (mamma di Federico Aldrovandi) e Lucia Uva (sorella di Giuseppe Uva). Durante la conferenza stampa sarà distribuito un dossier con i principali fatti giudiziari degli ultimi 5 anni. Distinti Saluti per scaricare il dossier clicca qui il comitato verità per Aldo.





