No all'estradizione di Avny Er e Zeynep Kiliç

No all'estradizione di Avny Er e Zeynep Kiliç

Il 1° aprile del 2004, nell'ambito di una più ampia operazione di polizia partita dalla Turchia, venivano arrestati a Perugia Avny Er e Zeynep Kiliç. L'operazione mirava a scardinare l'organizzazione del DHKP-C (Fronte - Partito rivoluzionario per la liberazione del popolo) all'epoca inserito nella Black List delle organizzazioni terroristiche internazionali approvata nel 2002 dall’UE.

150 furono gli attivisti turchi arrestati tra Turchia, Belgio, Olanda, Germania, Grecia ed Italia. Avny Er e Zeynep Kiliç curavano un sito internet dal quale facevano controinformazione sulle terribili condizioni della classe operaia turca, sulla violenza contro le donne e contro i diritti calpestati del popolo kurdo nonchè sulle condizioni terribili di detenzione nelle quali si trovano i 10 mila prigionieri politici all'interno delle carceri turche di “Tipo F”.

Per questa loro attività, interpretata come partecipazione ad organizzazione terroristica internazionale, Avny Er e Zeynep Kiliç sono stati condannati a 7 e 5 anni di reclusione. L'Italia, nella persona dell'allora ministro della Giustizia Mastella, aveva disposto la loro estradizione verso la Turchia, e dunque verso la detenzione nelle famigerate carceri speciali, nelle quali i prigionieri vengono sottoposti a torture e violazioni dei diritti umani. Sulla questione dovrà pronunciarsi anche il Tribunale di Sassari il prossimo 10 Aprile.

È bene ricordare quanto denuncia da tempo Amnesty International nel suo rapporto annuale 2007 sulla Turchia: continuano a « pervenire segnalazioni di tortura, che hanno evidenziato il crescente impiego di metodi che non lasciano segni visibili sul corpo. I detenuti hanno continuato ad essere sottoposti a trattamenti quali scosse elettriche, sospensione per le braccia e la falaka (percosse sotto la pianta dei piedi). […]gravi percosse, abusi sessuali, l'essere colpiti con violenti getti d'acqua fredda pressurizzata, l'essere denudati durante gli interrogatori, minacce di morte e di stupro, altre torture psicologiche, privazione del sonno, del cibo, di qualsiasi bevanda e la proibizione ad usare i servizi igienici. Secondo i rapporti, le donne e le ragazze arrestate hanno subito frequentemente stupri e abusi di tipo sessuale».

È bene anche ricordare come la Costituzione italiana all’articolo 10 disponga che “non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici” e come il Diritto internazionale vieti lo stesso provvedimento qualora la destinazione del detenuto sia un Paese in cui le autorità si macchino di violazione dei diritti umani.

Il 7 febbraio scorso, infatti, la Corte d’Appello di Anversa ha dichiarato che il DHKP - C non è né un’organizzazione di malfattori, né di criminali ma di comunisti, sulla scia del Parlamento Europeo che, il 23 gennaio scorso, aveva messo in dubbio la regolarità delle procedure adottate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dall’Unione Europea nell’ambito dell’iscrizione del DHKP – C, nella “lista nera” delle organizzazioni terroristiche.

Per questa triste vicenda, grande è stata la mobilitazione della società civile, dei militanti di sinistra e di chiunque schierato a difesa dei diritti umani.


Il 10 aprile prossimo la Corte d'’Appello di Sassari si pronuncerà sull'’estradizione in Turchia di Avni Er. 
Invitiamo tutti a promuovere iniziative per denunciare il criminale tentativo dello Stato italiano che in disprezzo delle sue stesse leggi, e delle leggi europee sta per consegnare un oppositore politico nelle mani dei suoi torturatori
Invitiamo Partiti, organizzazioni, associazioni e singoli individui a
partecipare

Mercoledì 9 aprile dalle 10 alle 13, presidio davanti alla sede Rai di Perugia
Promuove la Rete Antifascista Perugina
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1 response to "No all'estradizione di Avny Er e Zeynep Kiliç"

1. libertà

Avny Er e Zeynep Kiliç Liberi!!